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La presa di coscienza delle problematiche legate al radon nei luoghi di lavoro è molto cresciuta ultimamente.

Nella attesa che finalmente anche l’Italia emani la propria normativa basata sulla Direttiva Euratom 59/2013 del 05-12-2013 (siamo in ritardo di oltre un anno rispetto al termine ultimo di recepimento) a seguito della quale verranno modificati, in via restrittiva, i limiti attuali di tollerabilità della concentrazione di gas radon nei luoghi di lavoro, numerose iniziative da parte di un ampio ventaglio di istituzioni stanno portando velocemente verso una nuova consapevolezza delle problematiche legate alla presenza del radon.

 

La regione Puglia, con le leggi regionali n. 30 del 3/11/2016 e n. 126 del 04/11/2016 “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato” ha istituito l’obbligo di misura della concentrazione di gas radon nel luoghi di lavoro, in tutti i locali commerciali o di lavoro terra purchè aperti al pubblico ed ha stabilito che limite medio annuo della concentrazione di radon non deve essere superiore a 300 Bq/mq (contro i 500 Bq/mc attuali). La non esecuzione delle misure comporta la sospensione del certificato di agibilità.

 

La regione Campania con la recentissima legge regionale 8 Luglio 2019 n. 13 “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambiente confinato chiuso” ha stabilito, per le nuove costruzioni, che in tutti i locali non venga superato il limite medio annuo di radon di 200 Bq/mc, mentre per le costruzioni esistenti, i locali aperti al pubblico interrati ed al piano terra non devono presentare concentrazioni medie annue di radon di 300 Bq/mc.

 

Accanto a queste ultime disposizioni rimangono comunque ancora valide le regolamentazioni emanate da vari Enti, quali ad esempio :

  • DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE VENETO n. 2160 del 29 dicembre 2017 che finanzia interventi di bonifica su edifici scolastici nei quali è stata rilevata la presenza di elevate concentrazioni di gas radon.
  • Legge regionale regione Lombardia 13 marzo 2017 n.7 che ammette l’utilizzo residenziale terziario o commerciale di vani interrati solo se la concentrazione media annua di radon risulta inferiore a quella prevista nei regolamenti edilizi comunali (es. a Milano sono 300 Bq/mc).
  • Nel 2016 è stato istituito uno sportello di informazione sul radon negli edifici nel comune di Pomezia Terme (RM).

 

Nella regione Friuli Venezia Giulia ancora non è stata emanata una normativa specifica sul problema del radon, anche se, ad esempio nei Regolamenti Edilizi del comune di Udine (art. 46 quater), del comune di Aviano (art. 79), del comune di Pordenone (art. 59) viene fatto obbligo, per le nuove costruzioni, di adottare misure di prevenzione per l’inquinamento da gas radon.

L’ARPA-FVG ha effettuato una intensa campagna di misure in oltre mille locali residenziali in tutta la regione. I risultati sono stati presentati un convegno a Palmanova il 29.11.2018. Il risultato della iniziativa ha permesso di individuare le aree della regione maggiormente interessate dal problema:

RADON 1000: CONCENTRAZIONE MEDIA ANNUA STIMATA A PIANO TERRA

Come si vede dalla piantina ci sono diverse e popolose aree della regione (avianese – maniaghese e spilimberghese; area ovest e sud ovest di Udine; Medea Cormons sud; Carso Triestino) che già al piano terra presentano concentrazioni medie annue di radon superiori a 500 Bq/mc.

 

Per i luoghi di lavoro, nel FRIULI Venezia Giulia, vale ancora, al momento, il Decreto Legislativo 230-95 come modificato dal Dlgs 241-2000 che prevede l’obbligo di misure per i soli locali produttivi o commerciali sotterranei. Ma anche in questo settore si rileva un nuovo e più dinamico attivismo del Servizio Medicina del Lavoro – sezione Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro delle Aziende Sanitarie della Regione. Numerosi sono stati, negli ultimi mesi, i controlli e diverse aziende sono state multate, con comunicazione alla Procura della Repubblica, perché non avevano realizzato le misurazione di radon. Il rischio, oltre alla sanzione ed al procedimento penale, è che venga revocata la deroga di cui all’art. 65 del D. Lgs 81/08 con conseguente inibizione all’uso del locale per l’attività.